Il DEF e la politica dei governi

9 AGO 20
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Il documento di politica economica e finanziaria, così come le iniziativesui risparmi della spesa o le privatizzazioni hanno un senso eun’efficacia credibile solo se a monte viene definito lo scenario e lavisione del paese entro cui le misure da adottare si collocano. Come siconfigurerà lo stato italiano: quali saranno alla fine i numeri e il ruolodel parlamento, che farà il premier, come saranno articolate le autonomielocali, le regioni rimarranno le stesse, e i comuni verranno accorpati e inche misura? Quali aziende pubbliche saranno considerate strategiche e come si tutelerà la loro strategicità? E le municipalizzate e simili che finefaranno: si faranno pagare agli utenti i costi del servizio? E quale saràil modello di difesa verso il quale l’Italia intenderà orientarsi,d’intesa con i partners europei e della Nato? E la sanità sarà integratada un’offerta privata alternativa, ma seria e rigorosa, e chi e comecontribuirà al suo finanziamento? E saranno potenziate e rese più efficacile strutture intermedie (medici di famiglia e altri presidi)? El’istruzione potrà finalmente avvalersi di un sistema efficiente di premie punizioni che incentivi i docenti ad aggiornarsi e migliorarsi sempre dipiù, anche in vista di remunerazioni molto più adeguate, per i meritevoli,all’impegno e alla responsabilità; e gli studenti verranno orientati eavviati verso le materie a loro più congeniali evitando di creareaspettative che poi saranno inevitabilmente frustrate?..........Si potrebbeandare avanti, ma il discorso è uno solo: CHE ITALIA VOGLIAMO? Solo a valle si potranno assumere decisioni assennate e non procedere a tentoni, a“pezzi e bocconi”, come si dice in volgare, rendendo però bene l’idea.